danilo canzanella

Oscar 20I6, le attrici che aprono l’Award Season

Per chi non conosce i meccanismi che si celano dietro la Notte degli Oscar (i cosiddetti Academy Award) sembra difficile pensare che circolino già le previsioni degli Oscar 20I6, eppure l’Award Season che sarà ufficialmente aperta dopo il Festival di Venezia ha iniziato a maturare i suoi premi “segnali di fumo”, tanto che sono comparse le prime previsioni sia per quanto riguarda gli attori che i film. Ovviamente tali previsioni corrispondono più al grado di aspettativa e all’ipotesi di un convincente impatto sulla critica e sul pubblico, dato che molte di queste prove sono state anticipate solo da timidi trailer e poche immagini postate dalle case di produzioni. In quest’ottica conosciamo le 5 attrici che potrebbero già da ora prenotarsi un posto nella rosa delle candidate degli Oscar 20I5.

I) CATE BLANCHETT: da molti considerata la nuova Meryl Streep per il coraggio di interpretare in maniera perfetta e risoluta personaggi diametralmente opposti che puntualmente le fanno guadagnare una candidatura all’Oscar. La Blanchett ha l’attivo 2 premi una come supporter in The Aviator in cui interpreta Katherine Hepburn e uno come miglior attrice protagonista in Blue Jasmine nel personale omaggio di Woody Allen alla Blanche di Tennessee Williams. Quest’anno potrebbe ottenere la sua 7ima nomination agli Oscar per un ruolo in cui sembra mescolare le tematiche di Far from Heaven e Diario di uno scandalo, nel film Carol di Todd Haynes in cui interpreta un affascinante donna in crisi con il marito che trova conforto tra le braccia di una giovane magazziniera nella New York degli anni 50.

II) MARION COTILLARD: attrice di punta della Weinsten Company che hanno voluto metterla sotto contratto dopo l’Oscar come miglior attrice per La Vie en Rose in cui interpreta una straordinaria Edith Piaf, Marion Cotillard potrebbe ottenere la sua terza nomination dopo quella ottenuta per La Vie en Rose e Due giorni e una notte dei Dardenne (l’avrebbe meritata anche per Un sapore di ruggine e ossa) interpretando uno dei ruoli femminili più ambiti della drammaturgia di Shakespeare e cioè Lady Macbeth nell’inedita versione accanto a Michael Fassbender.

III) JENNIFER LAWRENCE: vincere un’Oscar giovanissima e alla sua seconda e significativa prova d’attrice (Il lato positivo) poteva essere un rischio (vedi Gwyneth Paltrow per Shakespeare in Love) ma Jennifer Lawrence non si è lasciata intimorire dalle statistiche e dopo la terza nomination per American Hustle è sempre sulla cresta dell’onda. Infatti potrebbe quest’anno ottenere la nomination numero quattro per il suo ruolo in Joy, nel biopic di David O.Russel su Joy Mangano, inventrice della scopa rotante Miracle.

IV) NAOMI WATTS: dopo due nominations agli Oscar ( 2I Grammi e The Impossible) e una “terza” non pervenuta come supporter nel capolavoro di Aleandro G.Inarritu (Birdman), Naomi Watts potrebbe ancora una volta stupire gli Academy grazie al suo ruolo in Demolition in cui interpreta una donna capace di “ri-costruire” la vita di un uomo (Jake Gyllenhal) che non riesce a riprendersi dopo la morte di sua moglie

V) SAOIRSE RONAN: potrebbe essere (finalmente) l’anno di questa giovane e talentuosa attrice che ha incantato tutti nella sua mirabile interpretazione in Espiazione con la quale ottenne la sua prima nomination come miglior attrice non protagonista. Da allora grandi prove ingiustamente non gratificate da nomination come in Amabili Resti o The Grand Budapest Hotel, ma quest’anno Saoirse Ronan potrebbe sorprendere tutti grazie al suo ruolo nel film Brooklyn in cui interpreta una giovane immigrata irlandese nell’America degli anni ’50 in cui dovrà combattere tra i suoi due grandi amori: le radici della sua terra e il sogno americano.

Birdman Oscar 20I5

La notte degli Oscar 20I5: Hollywood premia la sua “decadente” disfatta

A poche ore dalla Notte degli Oscar, i blogger e i critici di tutto al mondo cercano di analizzare una delle più prevedibili cerimonie di premiazione, in cui però Hollywood nella sua ostinata esaltazione di valori universali e condivisibili dalla maggioranza dell’opinione pubblica riesce a stupire (fortunatamente) premiando il coraggio di Aleandro Gonzalez Inarritu, il cui film Birdman è una vera e propria analisi spietata sullo star system hollywodiano che deride, denigra e verso cui punta il dito con occhio cinico, disilluso e ironico. Con l’Oscar a Birdman, è come se Hollywood (lo speravamo tutti) premiasse la sua “decadente“(nel senso letterario del termine) disfatta, una sorte di “Grande bellezza” americana in cui l’invenzione stilistica è al servizio di una sceneggiatura volutamente ridondante e carica di dialoghi spettacolari sul rapporto “ingrato” tra arte e popolarità (forse è per questo che non è tanto amato dalla critica, che in Birdman non ne esce a testa alta). Ma veniamo alla cerimonia. Se le 4 statuette a Birdman (miglior film miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior fotografia) erano abbastanza prevedibili dopo che Boyhood (l’altro favorito) ha visto “strapparsi” la statuetta per il miglior montaggio dal bellissimo Whiplash che si è portato a casa 3 statuette, assieme a quelle scontate per l’attore non protagonista J.K.Simmons e il montaggio del suono, altrettando prevedibili erano le 4 statuette a Grand Budapest Hotel (miglior costumi alla nostra Milena Canonero, miglior scenografia, miglior trucco, miglior colonna sonora). Le uniche sorprese sono arrivate in poche categorie: in quella per il miglior film d’animazione dove ha vinto Big Hero 6 a danno Dragon Trainer 2, in quella per la miglior sceneggiatura dove si pensava ad un ex-equo tra Birdman e Grand Budapest Hotel, e in quella per il miglior montaggio dove ha vinto Whiplash a danno di Boyhood. Per il resto tutto da copione dall’Oscar al miglior film straniero al polacco Ida (il cui regista ha tenuto uno dei discorsi peggiori della storia, incalzato dalla musica della regia che lo “invitava” ad abbandonare il palco) all’Oscar agli altri interpreti (tutti meritatissimi): Julianne Moore per Still Alice, Patricia Arquette per Boyhood, Eddie Redmayne per La teoria del tutto. Prevedibili anche l’Oscar ai migliori effetti speciali a Interstellar (meritava di essere nominato come miglior film, ma dopo la passata edizione in cui si omaggiava il “genere” con Gravity, forse gli Academy volevano diversificare), scontato l’Oscar al miglior suono mixato ad American Sniper (che certa stampa italiana dava come favorito, ma favorito da chi?) come pure la statuetta per la miglior canzone assegnata a Glory per il film Selma. Per quanto riguarda il ritmo della serata, siamo ben lontani dai monologhi comici di Billy Cristal e dalle trovate di Ellen De Generes o Whoopy Goldberg, il presentatore Neil Patrick Harris delude le aspettative (si ricorda solo un momento in cui cita la scena di Birdman in cui Keaton rimasto fuori dal teatro è costretto ad “andare in scena” in mutande), per non parlare dei momenti coreografici sostituiti da momenti musicali, certo d’impatto, ma privi della magia e dell’illusione cinematografica a cui ci avevano abituati nelle precedenti edizioni. Inoltre SORPRENDE nel momento tanto delicato in cui si ricordano tutti quegli artisti che sono scomparsi durante l’anno (IN MEMORIAM), la mancata menzione al nostro Francesco Rosi, non tanto per campanilismo, in fondo è stata ricordata Virna Lisi, lei che ad Hollywood non ci voleva proprio andare, ma perchè Rosi ha ispirato molti registi americani e poi in fondo ha ricevuto anche una nomination nella categoria miglior film straniero per Tre fratelli. Una dimenticanza che sicuramente l’anno prossimo riusciranno a correggere, come è successo quest’anno, in cui hanno inserito tra i “ricordati” Alain Resnais che è invece era morto l’anno scorso.

previsioni oscar

OSCAR 20I5: Birdman riuscirà a battere Boyhood?

A poche ore dalla Notte degli Oscar, dopo una rovente e imprevedibile Award Season che ha letteralmente animato critici e cine-blogger appassionati, intenti a prevedere i risultati degli Academy Award, si fa sempre più insistente la “voce” che Birdman potrebbe battere a sorpresa ( e meritatamente) Boyhood, il film di Richard Linklater che ha potentemente dominato tutta la Stagione dei Premi, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui 3 Golden Globe, 3 Bafta, 2 Satellite Awards, 3 premi dalla New York Film Critics Circle Awards, e l’Orso d’argento al Festival di Berlino. Ma andiamo con ordine. Se sono certe le vittorie nelle categorie per i migliori interpreti, tra cui spiccano il premio per la miglior attrice che dovrebbe andare a Julianne Moore per Still Alice, quello per la miglior attrice non protagonista a Patricia Arquette per Boyhood, quello per il miglior attore non protagonista a J.K.Simmons per Whiplash, sorte diversa per la categoria miglior attore dove c’è un testa a testa tra Eddie Redmayne per La teoria del tutto e Michael Keaton per Birdman. Grand Budapest Hotel dovrebbe “accaparrarsi” 4 statuette (miglior costumi della “nostra” Milena Canonero, miglior scenografia, miglior trucco e forse anche miglior sceneggiatura). The Imitation Game potrebbe conquistare solo un premio, e cioè quello per la miglior sceneggiatura non originale a fronte di 9 nominations, mentre Boyhood, assieme al premio come miglior attrice non protagonista, conquisterebbe anche il premio come miglior montaggio. Se American Sniper di Clint Eastwood sembra favorito solo per la categoria miglior montaggio sonoro, Interstellar di Cristopher Nolan dovrebbe sicuramente conquistare l’Oscar per gli effetti speciali, mentre Whiplash si porterebbe a casa anche la stuatuetta per il miglior suono mixato. Nella categoria miglior film straniero la vittoria del polacco Ida è quasi scontata, anche se negli ultimi anni questo premio ha mostrato la sua forte imprevedibilità, dato che non tutti i membri degli Academy riescono a vedere tutti i film in lingua non originale. Nella categoria miglior film d’animazione il favorito sembra essere Dragon Trainer 2 a danno di Big Hero 6, soprattutto dopo la sorprendente esclusione di Lego Movie. Ma veniamo a Birdman. Dopo la vittoria ai Directors Guild Award (il premio del sindacato dei registi) e ai Producers Guild Award (il premio del sindacato dei produttori) ha iniziato ad insinuarsi la possibilità che alla fine sarà proprio Birdman a vincere l’Oscar per il miglior film, dato che una buona parte dei memebri degli Academy è composta da registi e produttori, ma non solo anche la recente vittoria di Michael Keaton agli Indipendent Spirit Award ha fatto balenare il sospetto che il film di Inarritu potrebbe “accapararsi” ben 4 statuette (miglior film, miglior regia, miglior attore e miglior fotografia ad Emmanuel Lubezski, e chissà anche il premio come miglior attore a Michael Keaton come omaggio alla sua carriera di ex-attore di un super eroe?

Ecco di seguito la lista di tutte le previsioni:

Miglior film: Birdman/Boyhood

Miglior regia: A.Gonzalez Inarritu (Birdman)

Miglior attore: Eddie Redmayne (La teoria del tutto)/ Michael Keaton (Birdman)

Miglior attrice: Julianne Moore (Still Alice)

Miglior attore non protagonista: J.K.Simmons (Whiplash)

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette (Boyhood)

Miglior sceneggiatura originale: Grand Budapest Hotel/Birdman

Miglior sceneggiatura non originale: The Imitation Game

Miglior montaggio: Boyhood

Miglior fotografia: Birdman

Miglior Colonna sonora: La teoria del tutto /The Imitation Game (Alexandre Desplat)

Miglior Canzone: Glory (Selma)

Miglior costumi: Milena Canonero (Grand Budapest Hotel)

Miglior scenografia: Grand Budapest Hotel

Miglior trucco: Grand Budapest Hotel

Miglior montaggio sonoro: American Sniper

Miglior suono mixato: Whiplash

Miglior effetti speciali: Interstellar

Miglior film straniero: Ida (Polonia)

Miglior film d’animazione: Dragon Trainer 2

Miglior documentario: Citizen Four