Interstellar

Perchè Interstellar deve essere nominato agli Oscar

Gli Academy Awards difficilmente potrebbero dare per la seconda volta consecutiva “attenzioni” ad una pellicola ambientata nello spazio, come era accaduto l’anno scorso con Gravity di Alfonso Cuaron, che aveva vinto 7 statuette tra cui miglior regia, ma per lo meno l’ultimo film di Cristopher Nolan, Interstellar DEVE essere nominato agli Oscar. Il motivo è semplice: Interstellar è un film profondo che riesce laddove Gravity non ha neppure osato. Se le disavventure di Sandra Bullock nello spazio ci hanno costretto a riflettere sulla vacuità della vità in un mondo privo di certezze e di “gravità”, Interstellar fa qualcosa di più ci racconta attraverso una trama solida e ricca di spunti scientifici, quanto abbiamo da imparare dalle conseguenze delle nostre scelte in un gioco temporale memorabile così come ci aveva abituato il regista nel suo film-capolavoro “Memento“. Le citazioni e gli omaggi a Kubrick abbondano e vengono rilette attraverso una nuova linfa emotiva in cui la potenza dei ricordi ha lo stesso valore che attribuiamo all’enigma della gravità. Al di là dell’esperienza drammaturgica, Interstellar è un film perfetto sotto molti punti di vista: dall’alternanza della fotografia ora vitrea e minacciosa nei mondi alternativi ora satura e soffocante sul pianeta Terra ormai in preda ad una fine imminente alle interpretazioni degli attori tra cui spiccano Mattew McCounaghey (ormai in stato di grazia) e Jessica Chastain (sempre meravigliosa), dal montaggio empatico fino ad una colonna sonora che traccia inevitabilmente nello spettatore un tracciato di emozioni e ricordi.

Award Season

Miglior attore protagonista: la sfida è tra Ralph Fiennes e Joaquin Phoenix?

Entrambi già candidati all’Oscar: il primo 2 volte (come miglior attore non protagonista per Schindler’s List e come attore protagonista per Il paziente Inglese) e l’altro 3 volte (per Il gladiatore come attore non protagonista e per Walk the line-Quando l’amore brucia l’anima e The Master come protagonista). Entrambi erano “quelli che dovevano vincere” ma che poi alla fine non sono riusciti a conquistare la statuetta, a causa di una logica di marketing e relazioni pubbliche di cui non sono particolarmente “maestri”, anzi il loro carattere spesso schivo e introverso è stato più volte interpretato come una forma di superbia.  Ma quest’anno i due attori dovranno “per forza” mostrare “il loro sorriso migliore”, dato che sono ancora una volta i probabili favoriti alla vittoria dell’Oscar come miglior Attore protagonista. Ralph Fiennes sarà candidato per il suo eccentrico e orgoglioso concierge Mr.Gustave nel “colorato The Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson, vincitore dell’ Orso d’Argento all’ultimo Festival di Berlino, che parte come uno dei grandi film favoriti ad ottenere il maggior numero di nomination, grazie anche ad una cura dettagliata dei particolari: dalla fotografia alla scenografia e ai costumi. Invece Joaquin Phoenix sarà candidato per la sua interpretazione di un investigatore privato  nella dark comedy Inherent Vice di Paul Thomas Anderson, regista molto apprezzato e parte di quella generazione di registi che, come il collega e grande amico Quentin Tarantino, non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica. “A rompere le uova nel paniere” ci penserà Timoty Spall (il “Peter Minus” della saga di Harry Potter) forte della sua vittoria come miglior attore all’ultimo Festival di Cannes per l’ interpretazione dell’eccentrico pittore britannico William Turner, nel film di Mike Leigh, “Mrs.Turner”. Gli altri “outsider” potrebbero essere l’”irriconoscibile” Steve Carrel per Foxcatcher e il piccolo Ellar Coltrane per Boyhood