Golden Globe Rivoluzionari?

I membri dei Golden Globe hanno “parzialmente” ribaltato le previsioni dei bookmaker, vivacizzando il dibattito tra cinefili, blogger ed esperti e “infuocando” letteralmente la stagione dell’Award Season, che mai come quest’anno è stata così imprevedibile e ricca di sorprese. Ma andiamo con ordine.  Tra i risultati delle I4 categorie, almeno 8, e cioè poco più della metà sono stati “inattesi”. Innanzitutto il premio come miglior film nella sezione comedy/musical è stato attribuito al bellissimo film di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel (menomale) a discapito del superfavorito Birdman di Inarritu, che si è dovuto “accontentare” del premio come miglior sceneggiatura (che sembrava destinato a Gone Girl-L’amore bugiardo) e al prevedibile premio come miglior attore comico assegnato a Michael Keaton, che attualmente è il candidato più accreditato per la vittoria agli Oscar. La terza sorpresa riguarda la categoria miglior attore drammatico, dove a sorpresa ha vinto il giovane Eddie Redmayne per La teoria del tutto a discapito di Benedict Cumberbatch per The Imitation Game; stessa sorte per la categoria miglior attrice comica dove la bravissima Amy Adams ha “soffiato” il premio alla favorita Emily Blunt per il musical Into the woods. Le sorprese non sono mancate neppure nella sezione musicale, infatti il premio per la miglior canzone  è stato assegnato al film Selma invece che a Big Eyes, mentre il premio per la miglior colonna sonora a Johann Joahnnsonn per La teoria del tutto invece che al pluripremiato Alexandre Desplat per The Imitation game. Le ultime due sorprese arrivano nelle categorie: miglior film d’animazione dove How To Train Your Dragon 2 ha battuto a sorpresa The Lego Movie, e miglior film straniero dove il russo Leviathan ha battuto lo STRA-favorito Ida per la Polonia. Nonostante questi “inattesi” risultati, eppur vero che i membri dei Golden Globe, non sono gli stessi membri degli Academy Awards, cioè degli Oscar, e che gli unici veri indicatori dei gusti dell’Academy sono i premi dei sindacati degli attori (SAG), dei registi (DGA) e dei produttori (PGA), dove alcuni dei vincitori dei Golden Globe non sono stati neppure candidati

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