Big Eyes

Riuscirà finalmente Tim Burton a conquistare la statuetta?

È proprio vero che Oscar non è solo sinonimo di genio e talento, ma anche e soprattutto di forti relazioni pubbliche, marketing e promozione aggressiva, che spesso “illuminano” film che non meriterebbero la “luce”; viceversa film d’autore o spinti da una vivace e sperimentale forza creativa vengono relegati nelle categorie minori se non, addirittura, snobbati dagli Academy. Questa premessa è necessaria per introdurre l’artista “più dimenticato” dagli Oscar, sto parlando di Tim Burton, il cui cinema dalle ambientazioni gotiche, fiabesche, poetiche e fortemente malinconiche, incentrato molto spesso su temi quali l’emarginazione e la solitudine è stato spesso dimenticato dai membri dall’Academy. Basti pensare che Burton non ha mai vinto l’Oscar e ha all’attivo solo 2 nomination nella categoria miglior film d’animazione, la prima nel 2006 per La sposa cadavere e la seconda nel 2013 per Frankenweenie. Senza contare la scandalosa assenza di nomination per film come Edward mani di forbice, una straordinaria metafora sulla diversità, o Ed-Wood, un’originale omaggio a B-Movies. Sorte diversa in Europa dove accanto al BAFTA (l’Oscar inglese) come miglior regista per Sweeney Todd, e un Golden Globe al film, si è aggiudicato il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia. Quest’anno però per il solitario e introverso Tim che ama vivere lontano dalla mondanità di Hollywood potrebbe arrivare la sua prima nomination come regista nel suo nuovo lavoro cinematografico dal titolo, Big Eyes con Amy Adams e Cristopher Waltz, per la cui interpretazione si parla già di un 3 Oscar. Il dramma è la vera storia dell’artista Margaret Keane (Amy Adams) e di suo marito Walter (Christoph Waltz), i cui dipinti di bambini dai grandi occhi sono diventati un fenomeno culturale tra il 1950 e il 1960. Margaret era la vera artista, ma il mago del commercio era Walter. Quando i due si divisero, seguì una brutta battaglia legale che culminò con l’ordine di un giudice di dipingere entrambi nel palazzo di giustizia. Lui si rifiutò a causa di un dolore al braccio, mentre lei realizzò rapidamente un altro dei suoi distintivi dipinti.

Award Season

Miglior attore protagonista: la sfida è tra Ralph Fiennes e Joaquin Phoenix?

Entrambi già candidati all’Oscar: il primo 2 volte (come miglior attore non protagonista per Schindler’s List e come attore protagonista per Il paziente Inglese) e l’altro 3 volte (per Il gladiatore come attore non protagonista e per Walk the line-Quando l’amore brucia l’anima e The Master come protagonista). Entrambi erano “quelli che dovevano vincere” ma che poi alla fine non sono riusciti a conquistare la statuetta, a causa di una logica di marketing e relazioni pubbliche di cui non sono particolarmente “maestri”, anzi il loro carattere spesso schivo e introverso è stato più volte interpretato come una forma di superbia.  Ma quest’anno i due attori dovranno “per forza” mostrare “il loro sorriso migliore”, dato che sono ancora una volta i probabili favoriti alla vittoria dell’Oscar come miglior Attore protagonista. Ralph Fiennes sarà candidato per il suo eccentrico e orgoglioso concierge Mr.Gustave nel “colorato The Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson, vincitore dell’ Orso d’Argento all’ultimo Festival di Berlino, che parte come uno dei grandi film favoriti ad ottenere il maggior numero di nomination, grazie anche ad una cura dettagliata dei particolari: dalla fotografia alla scenografia e ai costumi. Invece Joaquin Phoenix sarà candidato per la sua interpretazione di un investigatore privato  nella dark comedy Inherent Vice di Paul Thomas Anderson, regista molto apprezzato e parte di quella generazione di registi che, come il collega e grande amico Quentin Tarantino, non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica. “A rompere le uova nel paniere” ci penserà Timoty Spall (il “Peter Minus” della saga di Harry Potter) forte della sua vittoria come miglior attore all’ultimo Festival di Cannes per l’ interpretazione dell’eccentrico pittore britannico William Turner, nel film di Mike Leigh, “Mrs.Turner”. Gli altri “outsider” potrebbero essere l’”irriconoscibile” Steve Carrel per Foxcatcher e il piccolo Ellar Coltrane per Boyhood

Best supporting actress in leading role

La rivincita di Viola Davis su Meryl Streep come best supporting actress?

Secondo i primi “rumors” la sfida nella categoria miglior attrice non protagonista per gli Oscar 20I5 sarà in primis tra Viola Davis e l’inossidabile Meryl Streep che conquisterà cosi la sua diciannovesima candidatura della sua carriera. Sfida che ha il sapore della rivincita, dato che nel 20I3, a sorpresa, la Streep candidata per The Iron Lady “le scippò” il premio Oscar nella categoria miglior attrice protagonista, in cui era la candidata favorita grazie alla sua interpretazione in The Help. Quest’anno Viola Davis potrebbe prendersi una bella rivincita grazie al ruolo di Susie Brown in Get on Up di Tate Taylor, biopic sul “padrino” del soul, James Brown. Ma la Streep non starà di certo a guardare grazie alla sua interpretazione in Suffragette di Sarah Gavron, in cui interpreta uno dei membri fondatori del movimento britannico del “suffraggio” femminile della fine del 19esimo e 20esimo secolo. Per la Davis si tratterebbe della sua 3 nomination agli Oscar dopo quella ottenuta come attrice non protagonista per “Il dubbio” e come attrice protagonista per “The Help” .Attualmente la Streep detiene il record di nomination dalla sua prima candidatura nel 1979 per Il cacciatore. In totale ne ha 15 per la migliore attrice protagonista, 3 per la migliore attrice non protagonista e 3 premi Oscar (La scelta di Sophie, Kramer contro Kramer, The Iron Lady). Tra le altre possibili candidate “figurano”: Patricia Arquette per Boyhood, Kristin Scott-Thomas per Suite Francaise e Jessica Chastain per A most violent year

Whiplash Award Season

Whiplash: una nomination come supporter per la star di The Closer?

Il film di Damien Chazelle, Whiplash, presentato al Sundance Film Festival con protagonista Miles Teller, potrebbe regalare la prima nomination della sua carriera all’attore protagonista della popolare serie tv americana The Closer, Jonathan Kimble Simmons. La storia è incentrata su Andrew (Miles Teller) che sogna di diventare uno dei migliori batteristi jazz della sua generazione, ma la concorrenza è feroce al conservatorio di Manhattan, dove si allena duramente sotto la sapiente guida di uno spietato direttore d’orchestra, interpretato proprio da J.K.Simmons. Attore poliedrico conosciuto ai più per le sue interpretazioni del Dr. Emil Skoda, un poliziotto psichiatra tra i protagonisti della serie televisiva Law & Order – I due volti della giustizia, e del sadico Vernon Schillinger, nella serie della HBO, Oz, che dal 2005 ricopre il “famoso” ruolo di Will Pope nella serie The Closer.J.K.Simmons

Enemy Award Season

Gli Academy Awards potrebbero inserire la categoria per il miglior manifesto

Secondo alcune indiscrezioni, gli Academy Awards potrebbero inserire tra le nuove categorie il premio per il miglior manifesto; per alcuni considerati delle vere e proprie opere d’arte, esempi di innovazione stilistica, modelli di ispirazione artistica per tutte le generazioni.  Questa decisione nasce (come sempre accade per le nuove categorie) non solo per sostenere gli addetti del settore ma anche e soprattutto dopo il successo riscontrato da due manifesti che hanno letteralmente “incantato” il pubblico americano che segue l’evoluzione promozionale di alcuni film in uscita presto nelle sale. Stiamo parlando di “Enemy” del canadese Denis Villeneuve (La donna che canta, Prisoners) tratto dal romanzo “L’uomo duplicato” di Josè Saramago, in cui un professore di storia (Jake Gyllenhall), dopo il divorzio dalla moglie, decide di vivere isolato dal mondo, ma un giorno un amico gli consiglia di noleggiare un film in dvd e il professore fa una scoperta sconcertante: una delle comparse presenti nella pellicola è fisicamente identica a lui. Determinato a capire chi sia questo suo doppio, l’uomo cercherà in tutti i modi di scoprire la sua identità ma la ricerca non sarà così semplice e metterà a repentaglio sia la sua esistenza che quella della misteriosa comparsa. L’altro manifesto molto apprezzato è quello di  “Under the skin” del regista Jonahtan Glazer (Sexy Beast, Io sono Sean), in cui un essere alieno (Scarlett Johanson) prende il corpo di una giovane e attraente ragazza e inizia a girare attraverso la Scozia, attirando e seducendo vari uomini incontrati per strada. Presentato all’ultimo Festival di Venezia e candidato a 4 British Independent Film Awards.

Angelina-Jolie-director

Universal Picture sceglie la Jolie-regista per gli Oscar

Angelina Jolie potrebbe ottenere la nomination all’Oscar come miglior regista per il suo secondo lungometraggio: “Unbroken”,trasposizione cinematografica del libro “Sono ancora un uomo”. Una storia epica di resistenza e coraggio, scritto nel 2010 da Laura Hillenbrand, basato su una storia vera, il dramma (co-sceneggiato dai fratelli Coen) è incentrato su un corridore olimpionico Louis Zamperini (Jack O’Connell), che fu fatto prigioniero dalle forze giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Co-protagonista Domhnall Gleeson e Garrett Hedlund, “Unbroken”, segna un salto enorme per la Jolie che aveva già conquistato la critica per il suo film d’esordio, un ritratto spietato sulla guerra dei Balcani dal titolo “Nella terra del sangue e del miele” che si aggiudicò una nomination come miglior film straniero ai Golden Globe oltre al premio Stanley Kramer Award, conferito annualmente dalla Producers Guild of America alle opere dedicate ad importanti questioni sociali. La pellicola verrà distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 25 dicembre 2014 mentre in quelle italiane l’uscita è prevista per il 29 gennaio 2015.

Andy Serkis

Può Andy Serkis vincere un Oscar per ‘L’alba del pianeta delle scimmie’?

Per più di un decennio, gli addetti ai lavori sono stati indignati dal fatto che Andy Serkis non è stato mai preso in seria considerazione dagli Academy Awards nonostante la sua straordinaria e impressionante prova quando ha eseguito in “motion capture” i ruoli di Gollum nella trilogia de “il Signore degli Anelli” e dello scimpanzè Cesar ne “L’alba del pianeta delle scimmie”. Ora sta ottenendo recensioni entusiaste per il lavoro realizzato nel nuovo capitolo de “L’alba del pianeta delle scimmie”, e s’intravede all’orizzonte una tenue speranza che possa essere candidato agli Oscar. Tra chi spera che l’Academy nel suo tentativo di seguire l’evoluzione dei tempi possa addirittura introdurre una nuova categoria o chi invece crede che basterebbe una nomination per “nobilitare” le performance di questi attori che “aiutano” le nuove tecniche digitalizzate a trasformare “la fantasia in realtà”.